impressioni sulla passione della fotografia e non solo

impressioni sulla passione per la fotografia e non solo
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martedì 19 marzo 2013

Corso di fotografia di ritratto

di Fabio Foggetti

Lettura inizialmente veloce quella del manuale di Mark Jenkinson, indirizzata a studenti e amatori che già hanno conoscenza di tempi, diaframmi e altri aspetti basilari della tecnica fotografica.
Se però si seguono le sue indicazioni, questo è un libro che, con le sue numerose proposte di esercizi, può impegnare per molte settimane o per moltissimi fine settimana (se si lavora).

Il libro è suddiviso in 9 capitoli, e i primi 7 sono a loro volta suddivisi in "lezioni".  Tanti gli argomenti trattati, uno dei più interessanti quello sull'uso delle luci flash, di cui io non sono mai stato un amante, ma forse proprio per la mia ignoranza dell'argomento. Dopo gli interventi di Jenkinson ho molto più ripetto per questa tecnica anche se continuo a preferire la luce naturale.

Molto coinvolgente il capitolo 8, dedicato alle interviste fatte a fotografi ritrattisti professionisti. Sono fonte di riflessione e ispirazione. La sezione che ho letto con più interesse

Ci sono diversi errori di trascrizione in questa edizione italiana, spiacevoli. Un po' piccole le fotografie di riferimento, ma sempre molto utili.
In definitiva, buon libro, non eccellente.



giovedì 31 gennaio 2013

Un ricordo di luce

di Fabio Foggetti

In questo caso, dopo aver parlato per la prima volta di cinema, voglio spendere due parole su un libro. Una lettura che conclude un "viaggio" iniziato molti anni fa con il primo volume della serie "La Ruota del Tempo". Oggi pomeriggio ho chiuso l'ultima pagina del 14 libro, un momento così sentito che ad un certo punto mi sono bloccato, mi sono "osservato" da fuori, e ho capito che avevo bisogno di registrare quando stava accadendo. Credo che questi momenti arrivino da quando mi sono abituato a pensare per immagini, a volte la cosa mi lascia perplesso e ancora un po' sorpreso.
È nato così questo autoritratto a ricordo di una storia che mi ha coinvolto, con noiosissimi bassi e emozionantissimi punti alti, per molti anni.

Grazie Robert Jordan per aver immaginato questo meraviglioso mondo.
Grazie Brandon Sanderson per averlo raccontato fino in fondo.


lunedì 8 ottobre 2012

Parola alle parole, Kindle

Oggi mi sono accorto che è passata ben una settimana dall'ultimo post, tra l'altro un iPhoneography Monday! Siccome di foto non ne ho scattate e di riflessioni, al momento, non me ne vengono, mi sono fermato a riflettere su cosa ho fatto in questi giorni. La risposta è arrivata subito, ho passato un sacco di tempo a leggere.
Leggere mi piace moltissimo e quest'anno mi sono impegnato ad aumentare un po' il numero di libri rispetto al lustro precedente. Ci sono parzialmente riuscito, ma ne devo ancora fare di strada prima di arrivare ai ritmi del mio periodo aureo. La particolarità della settimana però è data dal fatto che ho terminato il mio primo ebook sul nuovo Kindle di Amazon.


Esperienza assolutamente positiva, sia per il libro, il classico d'avventura "Le Tigri di Mompracem" sia per il primo impatto con questo, per me, nuovo tipo di oggetto tecnologico.
Come detto si tratta del Kindle prodotto da Amazon, il modello base, la cui prima caratteristica positiva è proprio il prezzo. Ma non solo quello mi ha meravigliato. Dopo la prima mezz'ora passata a capire le funzioni dei tasti e a familiarizzare con lo schermo apparentemente un po' troppo piccolo e grigiastro, sono stato letteralmente risucchiato dalla narrazione di Salgari. Mi sono completamente dimenticato di star leggendo su un supporto elettronico. Promosso anche lo schermo. Certamente c'è di meglio, quantomeno il Kindle Paperwhite lo sembra, ma anche il mio non affatica per nulla gli occhi. E le dimensioni, potendo regolare le dimensioni dei caratteri e dell'interlinea, sono ideali per tenerlo con una mano sola.
Ecco un altro punto, la leggerezza, il quasi non sentirlo in mano e il poterlo portare comodamente con sè.
C'è altro:
i vocabolari integrati
il retro gommoso antiscivolo
la possibilità di scaricare il primo capitolo di un libro prima di acquistarlo
il relativo risparmio economico se si legge almeno, credo, una decina di libri l'anno
poter sincronizzare il libri con l'omonima applicazione per iPhone

Di certo i libri illustrati e i cari volumi di fotografia non sono adatti ad essere studiati con questo Kindle, ma i romanzi e i saggi, specialmente quelli d'attualità, sono il suo pane quotidiano.

domenica 5 agosto 2012

The best camera is the one that's with you


Libro di Chase Jarvis che:
1) inizialmente, senza leggere alcune recensione, pensai fosse un "manuale" su come utilizzare la fotocamera di una semplice compatta o di un iPhone.
2) una volta arrivato e sfogliato velocemente ho pensato fosse solo una raccolta di immagini.
3) letta l'introduzione ho sospettato fortemente fosse un modo per pubblicizzare il software e il sito thebestcamera.com
4) una volta terminato ho capito che si tratta di un esperimento interessante, una via per essere ispirati e catturare immagini non solo con la fotocamera dei nostri telefoni ma sopratutto con un occhio attento a cogliere momenti curiosi e affascinanti che accadono ogni giorno. Le frasi che Jarvis inserisce qua e là nel volume hanno lo stesso scopo e, in modo molto riuscito, non fanno altro che rafforzare il "messaggio" del libro. Delle oltre 200 foto non tutte sono memorabili ma anche questo può essere sfruttato a nostro favore. Cercare di capire come e perché alcuni scatti ci colpiscono è un esercizio utile.

Una volta chiuso ho avuto la conferma che ormai considero il mio smartphone più una macchina fotografica che un semplice terminale per chiamare e navigare. La sua forza sta non solo in un sistema lente-sensore accettabile ma anche nella capacità di gestire programmi di fotoritocco e di condivisione immediata.

Acquisto consigliato ma non indispensabile, un instant book che "fotografa" l'attuale moda, il ritorno all'immagine quadrata, quasi una polaroid digitale. Meglio se lo trovate usato.http://thebestcamera.com/

domenica 20 maggio 2012

Impressioni: Gli Americani di Robert Frank

Parata - Hoboken, New Jersey
A molti capita di attendere qualcosa, sia esso un evento, un oggetto o una persona, per parecchio tempo tanto da crearsi fantasie ed aspettative molto elevate. Del libro "Gli Americani" sentii parlare anni fa come di un grande classico della fotografia, una punto obbligato di passaggio per tutto coloro che si appassionano a tale tecnica di espressione. Un po' come mi è capitato per i lavori di Ansel Adams per la paesaggistica (e la mostra di Modena cui mi sono recato qualche mese fa non ha deluso affatto!). 
Per di più quanto, fatto da Frank, penso si possa inserire nelle opere fotografiche dedicate alla "street photography" o al documentario, aspetti che non mi lasciano affatto indifferente. 

Ammetto di aver procrastinato l'acquisto del volume per diverso tempo perchè, tutto sommato, crogiolarmi nell'idea che "prima o poi sfoglierò quelle pagine" è seducente quasi come compiere il gesto stesso. In quattro giorni si è poi consumato il tutto, dall'ordine su Amazon al momento in cui ho chiuso l'ultima di copertina per la prima volta.

Sicuramente ci sarà una seconda volta, e una terza. Le immagini mi hanno colpito. Sicuramente, quell'aspettativa di cui ho parlato sopra ha contribuito a dare ancora maggior "valore". Per un momento ammetto di aver pensato "tutto qui?". Tutto qui? Un libro, piccolino, con fotografie in bianco e nero e null'altro.
Ah si, fotografie sulle pagine di destra, su quelle di sinistra semplicemente il titolo della foto, la città e lo stato.

Alcune, quasi tutte, sono molto poetiche, immagini in bianco e nero che si perdono su uno sfondo candido, etereo. Frank ci trascina dentro il momento, si infila tra le persone e scatta momenti della vita della più potente nazione del mondo dell'epoca. Spesso i soggetti sembrano molto tristi. Quasi sempre. Ho avuto la sensazione di sfogliare la versione fotografica dell'Antologia di Spoon River, storie immortalate in una pagina, ma epitaffi, vite ormai "perdute".
Un paio di immagini invece mi hanno colpito per la loro serenità "Fabbrica - Detroit" e "New York City".

Oggi, dopo sessant'anni, il libro è un tramonto. Mi ha lasciato la sensazione di aver viaggiato nel tempo in un mondo che davvero non esiste più. Ho allungato la mano senza riuscire a toccare le persone presenti, mi sono sentito come un ospite invisibile. Potevo percepire tutto (colori compresi!!) ma non ero visto, non ero sentito. 

martedì 15 maggio 2012

Face the Fight: il video

Eccomi, ero assente, come spesso capita. Mi sono buttato in giorni pieni di impegni e lavoro. Però mi sono dato anche a letture fotografiche e a qualche scatto. E' poi arrivato "Gli Americani" di Robert Frank, un classicissimo della fotografia del secolo scorso. Ma ne parlerò più avanti, ancora devo sfogliarlo.

Oggi sono qui per lasciare un estratto video dell'intervento di Emanuele Broli e Laura Predolini durante la presentazione del loro libro Face the Fight presso la sede di Tapirulan.


Della mostra avevo già parlato qui.

domenica 6 maggio 2012

Face the Fight: la mostra



Sabato sono passato alla sede dell'Associazione Tapirulan, qui a Cremona, dove si inaugurava una mostra fotografica molto suggestiva ed interesante, Face the Fight.
Sono tornato a casa con il libro da cui la mostra è tratta, un bellissimo volume cartonato dalle dimensioni importanti e dal contenuto tutto da esplorare di cui provvederò quanto prima riportare qui le mie impressioni.
Ma meglio riprendere dall'inizio, perchè ancora non ho detto qual'è il tema del libro e dell'omonima mostra. Si tratta di un reportage realizzato durante i giochi paralimpici invernali di Vancuver 2010. Un lavoro molto impegnativo realizzato da tre fotografi freelance della zona di Brescia che hanno unito le forze cercando di coprire un evento spettacolare e difficile come i giochi sportivi invernali. Il risultato è una festa di colori e di persone, un insieme ben riuscito di fotografia sportiva e testimonianza sociale. Per tutti coloro che sono vicini a Cremona consiglio caldamente una visita, possibile solo il sabato, giorno di apertura della sede di Tapirulan. La mostra rimarrà fino al 2 di Giugno. A tutti invece suggerisco di dare un'occhiata al sito di Vancuverduemiladieci e magari, sopratutto per gli appassionati di fotografia, acquistare lo spendido libro.
I miei complimenti ai tre autori, Laura Predolini, Emanuele Broli, Marco Oprescu, davvero una squadra vincente.

domenica 22 gennaio 2012

Paolorecensa: Chasing the Light


di Paolo Grazioli

Si dice in giro che un libro non vada giudicato dalla copertina; penso sia corretto, visto che trovo la copertina di Chasing the Light molto bella. La foto è stupenda, sembra un quadro impressionista!
Quindi il libro è pessimo? No, pessimo non direi. Ma mi ha lasciato un po' così — forse perché nelle ultime settimane ho scoperto un inaspettato interesse per la fotografia col flash (che ho sempre detestato) e un rinnovato stimolo a fotografare paesaggi; entrambi argomenti alquanto distanti dal soggetto del libro. Scorrendo le foto di Ibarionex Perello, infatti, si nota una preponderanza di ritratti e scatti "da strada" che sicuramente piaceranno a Fabio. Non manca un capitolo dedicato al paesaggio urbano, che ho trovato interessante e più affine alle mie preferenze.
La pesantezza della scrittura è la cosa che più ha reso difficile godermi il libro. L'autore tende a ripetersi un po' troppo, anche dal punto di vista grammaticale, ed è sempre un po' troppo serio. Non dico di buttarla sul ridere, ma ogni tanto qualche frase spiritosa ci starebbe bene!
Il libro si divide in 12 capitoli, e l'ultimo è quello che mi è piaciuto di più perché racconta di come la fotografia abbia cambiato il suo modo di guardare il mondo circostante, anche quando non si ha una macchina fotografica a portata di mano. Non posso che essere d'accordo!
C'è anche un capitolo sul bianco e nero, uno su come modificare la luce per adattarla ai nostri bisogni (usando superfici riflettenti, etc.), e uno sui paesaggi.

Se il vostro interesse principale sono i ritratti con luce naturale, il libro fa per voi; se vi piace la street photography, troverete preziosi consigli. Ma se volete conoscerne di più sull'esposizione e la composizione, o sulla fotografia di paesaggi, è meglio che vi orientate sui libri che ho recensito in precedenza (1) (2) o quelli di cui parlerò in futuro.

Chasing the Light - Improving your photography with available light di Ibarionex Perello è disponibile su Amazon.it e anche su IBS

sabato 19 novembre 2011

Paolorecensa: Creative Nature & Outdoor Photography

di Paolo Grazioli

A differenza del libro recensito precedentemente sempre qui, suggerisco questo Creative Nature & Outdoor Photography anche ai principianti — che abbiano almeno una conoscenza di base della tecnica fotografica.
Brenda Tharp non vi riempirà la testa di nozioni tecniche, ma vi farà pensare di più alle cose che contano: colore, inquadratura, luce, prospettiva, e design.

Fotografare paesaggi è la mia passione principale, quindi ho divorato questo libro in breve tempo. Scorre veloce, si legge con piacere e tocca molti argomenti senza esagerare con i dettagli; l'autrice inserisce molte foto come esempi e di ciascuna spiega cosa l'ha colpita di quel particolare soggetto o il perché ha scelto quell'inquadratura invece di un'altra.
Il libro è composto da 10 capitoli in cui si accenna anche all'uso dei filtri (secondo me ancora importanti pur con macchine digitali); il più utile secondo me è il quinto, Creating Effective Compositions in cui si risponde alla domanda "perché certe foto attirano l'attenzione mentre altre soltanto un fuggevole sguardo?"

Ciò che fa questo libro è confermare ancora una volta che se avete intenzione di migliorare le vostre fotografie, non dovete cambiare macchina fotografica ma "imparare a vedere" — che è proprio il titolo del primo capitolo.

Trovate il libro (in inglese) anche in Italia: ad esempio su Amazon,  o su ibs.it nella sezione libri inglesi.

domenica 28 agosto 2011

Paolorecensa: Perfect Exposure di Michael Freeman

Ancora in vacanza ho il piacere di introdurre per la prima volta un post scritto da Paolo. Io mi farò risentire dal prossimo mese.

Michael Freeman's Perfect Exposure: The Professional's Guide to Capturing Perfect Digital Photographs

Vi siete mai chiesti come "ragiona" l'esposimetro della vostra macchina fotografica?
Pensate che il tasto "compensazione dell'esposizione" sia superfluo?
È vero che da quando si può scattare in RAW è pensiero comune non badare troppo all'esposizione, affidandosi completamente al sistema di valutazione della macchina fotografica e intervenendo poi sul file confidando nel fatto che il file RAW permette un certo margine di manovra. Questo margine è comunque minore di quanto credano in molti. Quindi perché non cercare di ottenere l'esposizione migliore possibile direttamente nella fase di scatto?

Perfect Exposure di Michael Freeman viene in soccorso quando ci si comincia a porre questo tipo di problemi. È però un libro che non mi sento di consigliare a tutti. I principianti potrebbero essere un po' spaventati dai grafici o trovare noiose certe elucubrazioni su luce riflessa e luce incidente, o trovare indigesti i paragrafi dedicati alle differenze tra brightness, lightness, luminance eccetera (uso i termini inglesi perché il libro è in inglese e non conosco gli esatti equivalenti italiani). Diciamo che per apprezzare appieno il libro di Freeman è necessario quantomeno avere dimestichezza con l'istogramma.

Io l'ho trovato piuttosto utile per capire come interpretare l'esposizione suggerita dalla macchina fotografica, che solitamente va sempre bene quando la gamma dinamica della scena rientra nei limiti del sensore. Il problema nasce quando la differenza in stop tra le ombre e le luci diventa eccessiva ed è quindi necessario prendere decisioni: bruciare le luci o chiudere le ombre?
Il libro offre parecchi esempi delle possibili situazioni che si possono presentare, sia quando la gamma dinamica è ridotta quindi gestibile senza tagli, sia quando è necessario sacrificare qualcosa.
Freeman spiega come analizzare l'istogramma, cos'è la tonalità chiave rispetto alla quale andrà poi scelta l'esposizione, le differenze tra il sistema visivo umano e il sensore, come reagiscono in modo diverso i vari colori all'esposizione (molto importante). Non manca un piccolissimo accenno all'HDR (che ritengo una tecnica poco interessante) e all'exposure blending (che preferisco).

Dopo aver letto il libro vi ritroverete a pensare un po' di più al momento di inquadrare, forse a ricorrere meno al bracketing, e soprattutto a perdere meno tempo davanti al file RAW sul computer (io ormai scatto quasi solo in JPEG, ma ne parleremo una prossima volta).

Perfect Exposure in italiano si trova in vendita su Amazon Italia.

© Paolo Grazioli

giovedì 26 maggio 2011

100 e un consiglio per il fotografo

Eccomi, finito il libro di Michael Freeman voglio condividere l'impressione che mi ha lasciato. Buon libro, che non costa caro, e su Amazon.it si trova anche a meno del prezzo di copertina. E' il mio primo libro di Freeman e da quello che ho potuto vedere in giro è un autore di manualistica fotografica estremamente prolifico.
Innanzitutto il libro è per chi come me ancora sa poco di tecniche fotografiche digitali ma che non ne è completamente a digiuno. Freeman spazia su quasi tutto lo scibile fotografico, dedicando una o due pagine ad ogni argomento, pagine debitamente illustrate. Il risultato è un volume che si fa leggere molto velocemente che non approfondice nulla ma che mi ha stimolato ed aiutato a capire aspetti fin'ora ostici. Il meglio che può dare un libro simile è proprio aprire le porte della mente del neo-fotografo all'approfondimento dei singoli argomenti.
Valore aggiunto è che Freeman non si allontana mai dall'aspetto artistico ed emozionale dell'immagine, nel libro non ci sono analisi delle lenti, della struttura degli obiettivi e altri discorsi prettamente di ingegneria. 

Tra gli argomenti che personalmente l'autore è riusicito a farmi non solo digerire, ma apprezare, ci sono: il valore dell'istogramma, il bracketing e l'uso dei file RAW. 

Adesso che mi è molto più chiaro come leggere l'istogramma, è difficile, se non impossibile, che vada a scattare senza tenere un occhio sul grafico che appare nell'lcd della mia Nikon. Lo stesso vale per la postproduzione, lo sguardo passa dall'immagine all'altro all'istogramma. L'occhio a volte può essere ingannato se si fa affidamento solo sul monitor del pc. Il bracketing invece è stato un argomento fin qui snobbato perchè la mia macchina non ha questa affascinante funzione, dopo aver letto "100 e uno consigli per il fotografo"  aver superato i miei pregiudizi, mi sono ripromesso di provarlo, magari con l'aiuto di un software specifico. I RAW hanno i loro limiti, dovuti principalmente, come sostiene anche Rockwell, allo spazio che occupano, al fatto che spesso cambiano al variare del modello di apparecchio fotografico e al tempo che "fanno perdere" in postproduzione. Tutte cose vere, ma quello che spesso si ottiene con un RAW è impensabile con un normale JPG e la postproduzione in alcuni casi ho scoperto essere anche divertente.

 A proprosito di RAW, alcune delle foto scattate recentemente in Francia erano RAW, la post produzione mi ha permesso di salvarne diverse troppo sovraesposte e, in alcuni casi, di esagerare per ottenere effetti più vistosi.

Conclusione: libro consigliato a chi sa poco di fotografia ma che già da qualche tempo ha cominciato a maneggiare una reflex.

giovedì 5 maggio 2011

Aggiornamento, tanto per non lasciare un vuoto

Settimana impegnata, ma nel frattempo appena posso mi porto appresso l'Olympus 35RC, ci siamo fatti un'usicta alla Reggia di Colorno ma sono molto parco e diffidente in ogni scatto, niente bulimia da digitale. Su Amazon.it ho anche acquistato un libro "100 e un consiglio per il fotografo", di Michael Freeman. Non sembra male, ma rimando la recensione al momento in cui lo avrò terminato.
Con l'aiuto di Giulia ho anche realizzato per un'amica il mio primo sito internet, un poco statico ma gradevole e funzionale. Utile, per ora, a presentare il prodotto di punta della sua azienda. 

A presto, con l'approfondimento dei singoli argomenti.