impressioni sulla passione della fotografia e non solo

impressioni sulla passione per la fotografia e non solo
Visualizzazione post con etichetta Michael Freeman. Mostra tutti i post
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giovedì 12 aprile 2012

Ritorno in strada

Ritorno in strada in due modi, il primo è il ritorno al blog, dopo quasi un mese di assenza e due soli post in marzo. Il problema è che la vita fuori dal blog mi ha prosciugato della voglia di venire a scrivere. Oggi ho aperto le statistiche delle visite e felicemente ho trovato dei contatti in questi giorni di assenza. Già ero motivato di mio, queste persone non hanno fatto altro che invogliarmi di più.

Sto cercando di portare a termine la lettura di Perfect Exposure di Michael Freeman. Ho appena superato la metà e sono sostanzialmente d'accordo con quanto scritto da Paolo la scorsa estate. Libro utile ma a tratti indigesto.

Il secondo è il ritorno in strada in senso letterale, ho tolto la polvere (no, non è vero, la polvere è ancora ovunque) dalla Nikon dopo un uso sconsiderato dell'iPhone. La luce a Pasqua era troppo bella, scattare mi ha ricaricato.

ma dico, dei colori così a Cremona non si vedono spesso


E poi anche la primavera con i suoi guizzi di verde e azzurro tra una pioggia e l'altra è sempre unica.

Ecco il verde e l'azzurro!

domenica 28 agosto 2011

Paolorecensa: Perfect Exposure di Michael Freeman

Ancora in vacanza ho il piacere di introdurre per la prima volta un post scritto da Paolo. Io mi farò risentire dal prossimo mese.

Michael Freeman's Perfect Exposure: The Professional's Guide to Capturing Perfect Digital Photographs

Vi siete mai chiesti come "ragiona" l'esposimetro della vostra macchina fotografica?
Pensate che il tasto "compensazione dell'esposizione" sia superfluo?
È vero che da quando si può scattare in RAW è pensiero comune non badare troppo all'esposizione, affidandosi completamente al sistema di valutazione della macchina fotografica e intervenendo poi sul file confidando nel fatto che il file RAW permette un certo margine di manovra. Questo margine è comunque minore di quanto credano in molti. Quindi perché non cercare di ottenere l'esposizione migliore possibile direttamente nella fase di scatto?

Perfect Exposure di Michael Freeman viene in soccorso quando ci si comincia a porre questo tipo di problemi. È però un libro che non mi sento di consigliare a tutti. I principianti potrebbero essere un po' spaventati dai grafici o trovare noiose certe elucubrazioni su luce riflessa e luce incidente, o trovare indigesti i paragrafi dedicati alle differenze tra brightness, lightness, luminance eccetera (uso i termini inglesi perché il libro è in inglese e non conosco gli esatti equivalenti italiani). Diciamo che per apprezzare appieno il libro di Freeman è necessario quantomeno avere dimestichezza con l'istogramma.

Io l'ho trovato piuttosto utile per capire come interpretare l'esposizione suggerita dalla macchina fotografica, che solitamente va sempre bene quando la gamma dinamica della scena rientra nei limiti del sensore. Il problema nasce quando la differenza in stop tra le ombre e le luci diventa eccessiva ed è quindi necessario prendere decisioni: bruciare le luci o chiudere le ombre?
Il libro offre parecchi esempi delle possibili situazioni che si possono presentare, sia quando la gamma dinamica è ridotta quindi gestibile senza tagli, sia quando è necessario sacrificare qualcosa.
Freeman spiega come analizzare l'istogramma, cos'è la tonalità chiave rispetto alla quale andrà poi scelta l'esposizione, le differenze tra il sistema visivo umano e il sensore, come reagiscono in modo diverso i vari colori all'esposizione (molto importante). Non manca un piccolissimo accenno all'HDR (che ritengo una tecnica poco interessante) e all'exposure blending (che preferisco).

Dopo aver letto il libro vi ritroverete a pensare un po' di più al momento di inquadrare, forse a ricorrere meno al bracketing, e soprattutto a perdere meno tempo davanti al file RAW sul computer (io ormai scatto quasi solo in JPEG, ma ne parleremo una prossima volta).

Perfect Exposure in italiano si trova in vendita su Amazon Italia.

© Paolo Grazioli

giovedì 26 maggio 2011

100 e un consiglio per il fotografo

Eccomi, finito il libro di Michael Freeman voglio condividere l'impressione che mi ha lasciato. Buon libro, che non costa caro, e su Amazon.it si trova anche a meno del prezzo di copertina. E' il mio primo libro di Freeman e da quello che ho potuto vedere in giro è un autore di manualistica fotografica estremamente prolifico.
Innanzitutto il libro è per chi come me ancora sa poco di tecniche fotografiche digitali ma che non ne è completamente a digiuno. Freeman spazia su quasi tutto lo scibile fotografico, dedicando una o due pagine ad ogni argomento, pagine debitamente illustrate. Il risultato è un volume che si fa leggere molto velocemente che non approfondice nulla ma che mi ha stimolato ed aiutato a capire aspetti fin'ora ostici. Il meglio che può dare un libro simile è proprio aprire le porte della mente del neo-fotografo all'approfondimento dei singoli argomenti.
Valore aggiunto è che Freeman non si allontana mai dall'aspetto artistico ed emozionale dell'immagine, nel libro non ci sono analisi delle lenti, della struttura degli obiettivi e altri discorsi prettamente di ingegneria. 

Tra gli argomenti che personalmente l'autore è riusicito a farmi non solo digerire, ma apprezare, ci sono: il valore dell'istogramma, il bracketing e l'uso dei file RAW. 

Adesso che mi è molto più chiaro come leggere l'istogramma, è difficile, se non impossibile, che vada a scattare senza tenere un occhio sul grafico che appare nell'lcd della mia Nikon. Lo stesso vale per la postproduzione, lo sguardo passa dall'immagine all'altro all'istogramma. L'occhio a volte può essere ingannato se si fa affidamento solo sul monitor del pc. Il bracketing invece è stato un argomento fin qui snobbato perchè la mia macchina non ha questa affascinante funzione, dopo aver letto "100 e uno consigli per il fotografo"  aver superato i miei pregiudizi, mi sono ripromesso di provarlo, magari con l'aiuto di un software specifico. I RAW hanno i loro limiti, dovuti principalmente, come sostiene anche Rockwell, allo spazio che occupano, al fatto che spesso cambiano al variare del modello di apparecchio fotografico e al tempo che "fanno perdere" in postproduzione. Tutte cose vere, ma quello che spesso si ottiene con un RAW è impensabile con un normale JPG e la postproduzione in alcuni casi ho scoperto essere anche divertente.

 A proprosito di RAW, alcune delle foto scattate recentemente in Francia erano RAW, la post produzione mi ha permesso di salvarne diverse troppo sovraesposte e, in alcuni casi, di esagerare per ottenere effetti più vistosi.

Conclusione: libro consigliato a chi sa poco di fotografia ma che già da qualche tempo ha cominciato a maneggiare una reflex.

mercoledì 18 maggio 2011

Foto e Viaggi

Ho ripreso a lavorare dopo tre giorni passati "on the road" per andare a Montpellier (in Francia) a trovare un amico (e a restituire l'Olympus 35RC). Ho scattato alcune foto, poche riuscite bene, forse perchè mi sono goduto più la compagnia e i luoghi e forse perchè una parte le ho scattate a pellicola e le vedrò solo tra qualche settimana. Ho visitato anche la cittadella murata di Carcassonne, anche lì qualche immagine interessante, ma il meglio è stato durante il tragitto durante il quale, seppur ripresi dall'auto, i generatori eolici, sotto il cielo nuvoloso, hanno dato il loro meglio, con immagini di una certa drammaticità.


Il resto è stato un reportage da vacanza con gli amici, un rientro in Italia di durata snervante e una gran voglia di visitare con calma la Provenza.

Tutti gli scatti sono stati fatti in RAW e rielaborati successivamente. In questi due anni ho praticamente sempre fatto fotografie in JPG ma, da quando ho finito il libro di M. Freeman, ho deciso di seguire il suo consiglio e di sperimentare un poco con la postproduzione. Sul discorso vorrei tornare in futuro, parlando del libro e delle mie esperienze.

Generatori eolici ( ho accentuato i contrasti del cielo per compensare la sovraesposizione )

Generatori eolici dall'auto in corsa

La chiesa di Carcassonne con i suoi contrasti di luce

giovedì 5 maggio 2011

Aggiornamento, tanto per non lasciare un vuoto

Settimana impegnata, ma nel frattempo appena posso mi porto appresso l'Olympus 35RC, ci siamo fatti un'usicta alla Reggia di Colorno ma sono molto parco e diffidente in ogni scatto, niente bulimia da digitale. Su Amazon.it ho anche acquistato un libro "100 e un consiglio per il fotografo", di Michael Freeman. Non sembra male, ma rimando la recensione al momento in cui lo avrò terminato.
Con l'aiuto di Giulia ho anche realizzato per un'amica il mio primo sito internet, un poco statico ma gradevole e funzionale. Utile, per ora, a presentare il prodotto di punta della sua azienda. 

A presto, con l'approfondimento dei singoli argomenti.