impressioni sulla passione della fotografia e non solo

impressioni sulla passione per la fotografia e non solo
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domenica 23 agosto 2015

War Horse

di Fabio Foggetti

Spielberg sa dirigere film di guerra. L'impero del Sole, Schindler's List, Salvate il Soldato Ryan, la Guerra dei Mondi. Non sorprende che anche War Horse (2011) sia molto riuscito, coinvolgente, un "film minore" forse, ma notevole. War Horse è la storia di un cavallo che sembra vivere in un mondo di perenni albe e tramonti. Le scelte di fotografia ci regalano immagini spesso con gialli, arancioni, verdi accesi. Quando però le cose si mettono male, ma davvero male per il protagonista, allora la pellicola diventa scura, blu, con fumo e pioggia. Cito nello specifico la sequenza dell'aratro e quella delle trincee. 

Questo cavallo bellissimo, di nome Joey, si trova catapultato dalla campagna inglese, ai campi di battaglia della Grande Guerra. in Europa Passa di mano diverse volte. E se l'inizio e la fine del film hanno quasi il tono della favola, la parte centrale non lo è affatto. Dannato Spielberg, ci fa affezionare a tutti i personaggi che incrociano la vita di Joey e poi li fai fuori, seppure fuori scena, in modo da ricordarci la crudeltà di uno dei conflitti più atroci. 

Da vedere per la storia e le emozioni che regala ma anche per i primi piani del cavallo che sembra davvero recitare, per la sequenza della carica di cavalleria, per la scena della fucilazione, per la piccola toccante vicenda del nonna e della sua nipotina per la liberazione dal filo spinato.

Per me un 8 abbondante, molto abbondante, quasi 9.

domenica 31 agosto 2014

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell'unicorno

di Fabio Foggetti

Tin Tin sembra il quinto film di Indiana Jones, solo con un protagonista digitale molto meno affascinate dell'archeologo americano. Lo sguardo vacuo di Tin Tin rende ancor più difficile amarlo. Non conosco la versione a fumetti ma quella di questa pellicola animata è davvero poco convincente. Il giovane giornalista non sembra mai "vivo" e per me, come indicato prima, il limite sta sopratutto negli occhi, in quello sguardo spento e mai puntato sul mondo circostante, ma anche la trama si trascina stancamente, un'avventura che sa di già visto.

Quel che mi piace invece si trova in alcune splendide sequenze, il mercatino dell'inizio, la rievocazione della battaglia tra i velieri, il caotico inseguimento in moto. E poi il capitano Haddock, la prova che è proprio la realizzazione di Tin Tin un errore del film. Haddock funziona, è "reale", così come lo è il geniale cagnolino Milù, la spalla perfetta, e forse qualcosa di più.

Impeccabile tutto il resto del mondo digitale, niente da dire. Si, forse si, non ha lasciato il segno.



venerdì 1 agosto 2014

Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo

di Fabio Foggetti


Successivamente a due film per nulla leggeri come La Guerra dei Mondi e il magnifico Munich, Spielberg si prende una pausa di tre anni per poi tornare al cinema con uno dei suoi eroi più famosi, Indiana Jones. 
Harrison Ford, attempato ma in gran forma, riprende i panni del famoso archeologo, per la quarta volta, in una pellicola a tratti molto molto imbarazzante.
A sentir Spielberg quanto realizzato è per lo più un favore all'amico Lucas, non essendo lui stesso molto convinto della trama. E questo si vede. 
Non è Harrison Ford che non funziona, lui ci prova anche, giocando con l'età avanzata del suo personaggio, quello che non va è altro.
E non mi riferisco a scene ormai celebri come quella della bomba e del frigorifero o quella di Mutt che fa Tarzan tra le liane. Quelle ci stanno proprio in un film che fa il verso a certi B-movie di epoca passata. Io ho adorato l'atmosfera che si respira, sequenze che vanno anche oltre l'assurdo, che strappano un sorriso, a volte perplesso, ma pur sempre divertito. 
Il problema sta nella sceneggiatura, quasi assente, priva di qualsivoglia tensione se non nella pregevole parte iniziale e con comprimari dalla caratterizzazione nulla o troppo troppo stereotipata.
Per questo del film salvo poco, la sufficienza abbondante la porta a casa perché rivedere Indy dopo tanti anni è stato un vero piacere e perché ci sono singole scene davvero affascinanti. 

Voto 6,5 che diventa un 7 su imdb

giovedì 31 luglio 2014

Munich

di Fabio Foggetti



Film spiazzante, profondo, toccante e duro. Munich (2005) ci racconta un pezzo di umanità, mettendola in scena attraverso le convinzioni e poi i dubbi e gli incubi di un uomo solo, confrontandolo con le paure e le violenze di due "popoli". Il vestito da thriller con cui viene abbellita la storia è eccellente, ma quello che c'è sotto si vede benissimo e, in alcuni momenti, fa rimescolare le viscere. C'è tutto ciò in cui Spielberg è maestro e anche di più. Vorrei dire tanto di più, ma Munich va visto. E' un film violento, sono giorni che mi chiedo cosa scrivere, quali riflessioni portare qui ma non riesco, trovo superfluo fare chissà quali analisi. Tecnicamente siamo ai soliti eccellenti livelli, musica, attori, fotografia, montaggio. 
Il mio voto, dato su imdb anni fa all'uscita dal cinema, fu 10, dopo la revisione di questi giorni ho deciso di non cambiarlo.

lunedì 14 luglio 2014

La Guerra dei Mondi

di Fabio Foggetti

La Guerra dei Mondi (2005) è uno dei film recenti di Spielberg più criticati. Ricordo ancora la visione al cinema, ci si aspettava un film frammassone, forse la versione autoriale di Independence Day, di certo non quello che Spielberg ha proposto. La Guerra dei Mondi, con il suo inetto protagonista, un sempre grandioso Tom Cruise, non è una guerra uomini contro alieni. Noi siamo troppo deboli, incapaci, e il personaggio di Cruise riflette semplicemente la vulnerabilità di tutta l'umanità. Il suo percorso è semplice quanto ben riuscito. Se inizialmente non suscita certo la nostra simpatia, man mano che capiamo che non si tratta di colui che risolverà la situazione in modo spettacolare e improbabile, iniziamo a provare una certa empatia per questo padre spaventato e disposto a tutto per portare in salvo i suoi figli.

Le scene d'azione sono poche ma molto suggestive, dall'iniziale emergere dei tripodi, sequenza che mi impressionò moltissimo (il loro disintegrare i corpi umani con tanta facilità mi causò vero disgusto) al traghetto travolto. 

Se il finale è assolutamente anticlimatico e può facilmente deludere, rivedere e godere di tutte le trovate visive (e anche sonore) del film non può che lasciare comunque soddisfatti. L'importante, più che con altre pellicole di Spielberg, è capire cosa viene raccontato.

Delle tante scene, allego questa sotto, l'impressionante ripresa a 360° attorno all'auto in movimento. E' in inglese e potete vedetela anche se non avete ancora guardato il film. Che merita. Per me un 8 su imdv.


domenica 29 giugno 2014

The Terminal

di Fabio Foggetti

Prosegua l'incredibile sequenza di grandissimo cinema realizzata da Spielberg in questo inizio di secolo. Ricordavo "The Terminal" (2004) come un ottimo film, rivedendolo a distanza di anni ho cambiato il mio giudizio. Siamo di fronte ad una commedia geniale. Viktor Navorski è un personaggio unico, malinconico, comico e maledettamente serio. E' interpretato magistralmente da Hanks, qui per la terza volta al lavoro con Spielberg, che si conferma attore incredibile, il migliore in assoluto tra quelli americani viventi.

Ambientato (quasi) interamente all'interno di un aeroporto, il film racconta l'assurda storia di un viaggiatore, bloccato suo malgrado in un moderno limbo. Navorski ricorda lo Charlot di Champlin in alcune sequenze comiche da cinema muto. E quando comincia ad interagire con gli altri personaggi che si muovono attorno a lui, Hanks è supportato da un cast in gran forma. Io sono rimasto molto colpito dall'assistente di volo interpretata da Cathrine Zeta-Jones, poche sequenze e me ne sono innamorato, Amelia è una donna di cui avrei voluto sapere di più.

Anche per questo film le musiche sono di John Williams. Il tema composto per il protagonista riecheggia brani scritti per la serie di Harry Potter ma riesce comune a vivere di vita propria, a rimanere impresso, calzando a pennello su Navorski!

Un 9 pieno su imdv


sabato 21 giugno 2014

Prova a prendermi

di Fabio Foggetti

Nello stesso anno di Minority Report, il 2002, Spielberg dirige uno dei suoi migliori film, ironicamente, un'altra caccia all'uomo, stavolta nel passato. Di Caprio e Hanks sono tra i migliori attori americani del momento (e anche oggi per quanto mi rigurada) e la loro alchimia nel film eleva la storia, di per sè gia interessante, al massimo livello. 
Che si è di fronte a qualcosa di sicuramente interessante lo si intuisce già dalla sequenza dei titoli di testa. Una riuscita animazione che ci anticipa diverse parti della vicenda e una colonna sonora ispiratissima. 

Prova a Prendermi mi ha catturato con il suo ritmo incalzante, il carisma di Di Caprio non perdona. Non siamo solo di fronte alla storia di un abilissimo truffatore, il film ci presenta una inarrestabile caccia all'uomo, la solitudine sofferta del protagonista, il suo travagliato rapporto con i genitori, la sua ricerca d'amore.  Poliziesco, commedia, dramma. 

Da vedere! Per me, su imdb, un 9 pieno! Gli anni 2000 sono la conferma della bravura di Spielberg.

giovedì 29 maggio 2014

D.E.S.I.C.A. 9

di Fabio Foggetti

Anno nuovo D.E.S.I.C.A. nuovo. Ormai giunto alla nona edizione, è un appuntamento imperdibile per me e il gruppo di amici di sempre. Venerdì scorso ci siamo ritrovati per creare un'idea, un video in 24 ore. Ci siamo riusciti, con impegno, frustrazione e tanto divertimento.
Ancora non posso pubblicare il cortometraggio, sarà disponibile online solo dopo la serata ufficiale di presentazione che avrà luogo domani.

Oggi mi limito a mostrarvi qualche foto della notte "dietro la quinte" e a riproporre il link al video dello scorso anno.





venerdì 9 maggio 2014

Minority Report

di Fabio Foggetti

Nel 2002 Spielberg resta nella fantascienza con un film da me sempre troppo sottovalutato. Durante questa re-visione di Minority Report ne ho colto sopratutto il lato noir. Un protagonista, Tom Cruise,  che vive nella solitudine dei propri ricordi, dando la caccia ai criminali ma passando il proprio tempo libero proprio nei bassifondi di una Washington distopica e molto affascinante, una metropoli che potrebbe essere in qualsiasi angolo dell'America del futuro, del presente o del suo recente passato. Abbiamo anche un (primo) antagonista, un ottimo Colin Farrel, investigatore implacabile, incorruttibile che finisce per essere vittima di questo suo zelo. E come ormai succede da diversi film di Spielberg, a creare l'atmosfera giusta non sono solo la storia e i suoi personaggi, ma anche la sempre precisa e ricercata fotografia di Kaminski, luci fredde e spesso sovraesposte.




La storia è coinvolgente, più che per i suoi colpi di scena, per la fuga, per quell'adrenalinico "tutti scappano" che coinvolge noi e l'eroe della storia. Una caccia all'uomo ma anche un percorso di ritorno alla normalità del protagonista e della fuggiasca che lo accompagna.

Segnalo la memorabile sequenza dei "ragni" che frugano il condominio per identificarne gli abitanti. Magistrale!

Voto su imdb 7 non una della migliori prove di Spielberg, ma sicurmante un film ben fatto, ben confezionato e con momenti emozionanti e suggestivi.

giovedì 24 aprile 2014

A.I. Intelligenza Artificiale

di Fabio Foggetti

E' trascorso un mese esatto da quando ho guardato Salvate il Soldato Ryan e per un po' mi sono trovato davanti ad un ostacolo, simile a Schindler's List. Ma se quel film non sono risucito a rivederlo, con A.I. le cose sono andate meglio. Il problema in questo caso sta nel finale, nella sua suggestiva triste malinconia, qualcosa che già la prima volta mi era entrato dentro. Posso dire subito che è la parte del film che più mi è rimasta. Sono passati diversi anni dal film precedente, è il 2001 quando questo lavoro di Spielberg, e in parte di Kubrick, arriva al cinema. Il regista ci mette tutto, amore, questioni etiche, morali, morte, accettazione della stessa, effetti speciali e, come al solito dopo l'arrivo di Kaminski, una fotografia superlativa.


A.I. è un'opera toccante, delicatamente diretta, anche nelle sue sequenze più "rumorose" come la "fiera della carne". Brilla sopratutto nel primo e nel terzo atto, perchè qui stanno racchiusi i momenti più surreali, più malinconici. La casa popolata dall'amore materno apre e chiude il film. Una casa che apparentemente esiste avulsa dal resto del mondo, per il bambino che è David è proprio così, lui non conosce altro. E forse la sua sfortuna più grande è di non crescere mai, non poter evolvere mai. Da questo punto di vista credo che proprio il secondo atto, quello per me meno riuscito, sia fondamentale. David si trova catapultato nel mondo vero eppure, dopo tante strane avventure, ne esce tale e quale a prima.

Alla fine è un'opera complessa, visivamente appagante, emozionante. Non so se l'ho davvero capita.
Su imdb 9.

lunedì 24 marzo 2014

Salvate il Soldato Ryan

di Fabio Foggetti

A questo film sono particolarmente legato. Le storie ambientate e collegate alla seconda guerra mondiale mi hanno sempre affascinato. Nel 2007 ho dedicato una settimana alle spiagge (e non solo) della Normandia, ai luoghi così ben rappresentati proprio all'inizio di questo capolavoro. Sono legato sopratutto alla colonna sonora di Williams, qui in forma smagliante, perchè l'ho abbontantemente utilizzata per una serie di video realizzati proprio durante quella vacanza. Qui trovate il primo della serie se siete curiosi. Dedicai un paio di sere anche alla visione del film, là, in quel piccolo albergo della Normandia.

Salvate il soldato Ryan è crudo, con un inizio magistrale, roba da distogliere lo sguardo, da vomito se si è un po' troppo sensibili, da storia del cinema. Ma è anche delicato nel farci amare la madre dei fratelli Ryan, Ryan stesso e l'umanissimo capitano Miller nato dalla splendida interpretazione di Tom Hanks. Il film è una lezione di cinema totale, storia, regia, fotografia (ah, gli splenditi e gelidi cieli bianchi!), scenografie, costumi...retorica.


Voto su imdb 9 (lo stesso anno uscì anche La Sottile Linea Rossa e...bè, anche meglio!)



lunedì 10 marzo 2014

Amistad

Ecco un altro momento sorprendente su Spielberg. Amistad fu l'ultimo dei sui film che non vidi al cinema, un gran peccato, perchè ieri ho riscoperto una storia bellissima. Un storia che si basa solo vagamente su eventi storici, e che grazie ad una magistrale fotografia, attori in stato di grazia e momenti davvero commoventi, offre una coinvolgente e durissima rappresentazione della schiavitù.

Avevo già visto il film anni fa, credo in videocassetta. Per cui molti anni fa. Mi era piaciuto ma non ne avevo raccolto tutta la potenza. Ora invece sono bastati pochissimi fotogrammi per entrare nella storia e abbandonare il mondo reale. Il film non risparmia momenti durissimi, scene in cui ho letteralmente distolto per qualche istante lo sguardo dallo schermo. Amistad fa soffrire e indignare. Risulta anche nauseante in alcune occasioni. Poi ti frega con l'espediente dell'aula di tribunale, con quello ti  seduce e con il monologo finale di Antony Hopkins ti fa definitivamente innamorare.

Non posso non paragonarlo a "12 anni schiavo" recente vincitore dell'oscar come miglior film e visto pochi giorni fa. No, non posso paragonarlo, Amistad è un altro pianeta. Per me un 8.5, su imdb 9.

giovedì 20 febbraio 2014

Il Mondo Perduto

di Fabio Foggetti

Avevo promesso che dopo il difficile turno di Schindler's List sarei andato avanti serenamente. Così è stato. Anzi, la difficoltà della settimana scorsa mi aveva fatto saltare un'importantissima nota sul cinema di Spielberg, l'inizio della collaborazione con Janusz Kaminsky. Per me, questo grandissimo direttore della fotografia, è l'altro punto d'appoggio di Spielberg insieme al compositore John Williams. Da Schindler's List in poi i film del regista sono devvero un'altra cosa, da qui in poi per me è nato l'amore. 

Tutto questo si nota benissimo ne "Il Mondo Perduto", solido sequito di Jurassic Park. Non un capolavoro di sceneggiatura, ma un film dalle magnifiche atmosfere. Credo che bastino le foto allegate per farmi capire.



Davvero, a questo punto non dovrei più scrivere altro. 

Ma aggiungo che personalmente trovo la riproposta dell'attacco dei T-Rex sotto la pioggia e l'assalto dei velociraptor nella seconda parte della storia, almeno a livello del primo film. Quello che mi ha sempre perplesso è il finale, fuori luogo e noioso. Spielberg però dirige in modo convinto, divertito e è supportato da un buon cast, forse non convintissimo, ma che sa fare il proprio mestiere.

Per me un 8, forse un po' regalato.

lunedì 10 febbraio 2014

Schindler's List

di Fabio Foggetti

Ero convinto che dopo Hook la (re)visione dei film di Spielberg sarebbe stata in discesa. E' invece arrivato il "colpo" dell'errore in Jurassic Park che mi ha reso momentaneamente indigesto il film. Il fine settimana appena trascorso sarebbe dovuto essere il turno di Schindler's List ma anche qui è arrivato l'intoppo.

Finnes e Neeson come divinità greche

Finnes e Neeson come attori eccezionali

Vidi il film per le prima e unica volta nel 1994, anno della sua uscita in Italia. Quella resta tutt'ora la mia unica visione. Un capolavoro! La pellicola mi fece conoscere i bravissimi Liam Neeson e Ralph Finnes, mi fece apprezzare l'uso del bianco e nero in un film moderno, mi confermò che la sensibilità che Spielberg aveva mostrato ne l'Impero del sole era ancora ben presente. Ma mi scosse più di qualunque film avessi visto prima. Sono scosso tutt'ora, tanto che ho colto al balzo il desiderio di mio nipote di vedere insieme La Furia dei Titani e ho preferito non rimandare, ma saltare la visione di Schindler's List.

Ho ancora dentro il disgusto, la nausea per quanto mostrato. Voto su Imdb: 9 (non so perchè non ho dato 10, forse proprio per il fatto di non risucire a rivederlo)

Nota: La Furia dei Titani, molto caciarone, soffre però di mancanza di originalità, girato in modo piatto, banale, con un montaggio a volte penalizzante. I personaggi migliori sono le due divinità interpretate, quasi venti anni dopo insieme, da quegli stessi, grandiosi, Neeson e Finnes. Coincidenza?

giovedì 30 gennaio 2014

Jurassic Park

di Fabio Foggetti

geniale, assolutamente geniale
Aspettavo di poter scrivere di questo film, visto e rivisto nel corso degli anni, ormai un classico che non invecchia con il passare del tempo. Volevo poterne scrivere dopo i deludentissimi Hook e Always. Volevo scriverne perchè era il 1993 quando lo vidi al cinema e di lì a breve sarebbe iniziata la parte di migliore della produzione spielberghiana. 

Stavo per scrivere senza nemmeno riguardarlo come ho fatto per tutti gli altri film fin'ora. Poi ho iniziato e, quando dopo un'ora in cui di dinosauri si vede pochissimo, appare il bellissimo T-rex ho notato anche un madornale errore di continuità che mi ha rovinato la visione. Jurassic Park ha segnato il cinema nel campo degli effetti speciali come poche altre pellicole, è entrato nell'immaginario di milioni di persone, ha fatto un mucchio di soldi ed è anche un bel film. 

Però, per quanto possa sospendere l'incredulità nel guardare una storia in cui si racconta di come vengono riportati in vita al giorno d'oggi i dinosauri, mi sento ferito come spettatore da incongruenze come quella della scarpata che appare là dove prima c'era solido terreno. Col tempo digerirò la cosa, ne sono sicuro, ma oggi non vedo l'ora di passare al film successivo. No, nemmeno a quello, che per quanto meraviglioso è anche dolorosissimo.

Voto su imdb per me: non pervenuto

P.S.: il tema musicale del film è splendido e abusatissimo

sabato 18 gennaio 2014

Hook

di Fabio Foggetti

Di Hook, film del 1991, credo che, scenografie a parte, non funzioni praticamente nulla. Lo avevo visto ventitre anni fa al cinema e poi, fino ad oggi, mai più. Confermo cosi l'impressione dell'epoca, a 15 anni o a 38 niente mi ha coinvolto.

Un film sviluppato con poca convinzione, con una trama da sbadiglio, con bimbi che urlano e adulti che urlano. Tra i film visti fino ad ora il lavoro meno riuscito di Spielberg. Cosa voleva raccontarci? Una favola? Una storia per bambini o una per adulti? Non mi dilungo oltre, meglio evitarlo. Non può farmi nemmeno volare, perchè non mi da pensieri felici.

E il titolo? Che senso ha?

Voto su imdb 5

lunedì 13 gennaio 2014

Always

di Fabio Foggetti

Dopo la pausa influenza/anno nuovo, ho ricominciato con la visione di film diretti da Spielberg in ordine cronologico. Chissà se la pausa non è stata inconsciamente dettata da ciò che mi aspettava! Lo stesso anno del terzo film di Indiana Jones, Mr. Spielberg esce anche con una storia d'amore che non mi convince. Per quanto siano molto bravi gli interpreti, Holly Hunter su tutti, e la fotografia sia perfetta per questo genere di ambientazione, la vicenda non ha guizzi, non mi coinvolge mai...beh, mai no, le due scene di ballo con la Hunter sono molto toccanti.

C'è qualcosa che non funziona nella narrazione e qualcosa che non va anche nelle musiche di Williams! Cavolo, è un sollievo sentire Smoke gets in your eyes! Intendiamoci, non è certo un brutto film, ma considerato quanto visto sin'ora, siamo ad un livello appena sufficiente.

Su imdb, per me, voto 6


domenica 29 dicembre 2013

Indiana Jones e l'Ultima Crociata

di Fabio Foggetti

"L'uomo col cappello è tornato, e questa volta ha portato con sè papà", più o meno recitava così la frase con cui nel 1989 veniva pubblicizzato il terzo capitolo delle avventure di Indiana Jones. Lo ricordo ancora molto bene, tenevo uno dei volantini del film nel diario di terza media. Fu la prima volta che vidi un film di Spielberg al cinema. Ah, i 13 anni!

ah! Elsa!


Sembra tutto facile in mano al nostro regista, bella storia, luoghi suggestivi, il ritorno dei nazisti come avversari e il gigantesco Sean Connery in uno dei ruoli che, a parer mio, più lo ha caratterizzato. Il padre di Indiana Jones, con un solo film, è diventato un personaggio amatissimo.

Se dovessi consigliare uno solo dei film della serie, inviterei a vedere questo. Manca un po' del lato oscuro del primo (e anche del secondo) ma racconta un'avventura di ampio respiro, prende quasi tutto quello che di buono era presente ne I predatori dell'Arca perduta lo allegerisce e lo rinfresca. Voto 8 su imdb

lunedì 16 dicembre 2013

L'Impero del Sole

di Fabio Foggetti

Un paio di anni dopo l'impegnato "Il Colore Viola" esce nei cinema "L'Impero del Sole". Avevo solo undici anni nel 1987 e vidi il film la prima volta qualche anno dopo in tv. Per molto tempo fu il mio preferito, tra tutti, anche più dei grandi miti degli adolescenti di allora come "Guerre Stellari". Fu la grande storia vissuta dal protagonista ad affascinarmi, è probabile che vedessi il lato rimantico e non quello tragico, degli avvenimenti. Oggi "L'Impero del Sole" resta una pellicola meravigliosa, ricca di emozioni e personaggi pennellati con grandissima maestria. 
 

A colpirmi è anche l'imponenza del lavoro per realizzarlo, in alcuni punti, come le sequenze con le folle in città o l'attacco alla base militare, sembrano rievocare grandi classici com Lawrence d'Arabia. Ma tutto il film trasuda amore per un certo genere di cinema epico, con il protagonista che ce la fa, che cresce ed esce cambiato dopo aver vissuto incredibili avventure ed essere passato per grandi sofferenze. Credo sia il punto in cui Spielberg, per la prima volta, è riuscito a fondere insieme la maturità espressa con "il Colore Viola" e l'animo sognatore di altre storie come "E.T." o "Incontri Ravvicinati".

Un 8 su imdb.

domenica 1 dicembre 2013

Il Colore Viola

di Fabio Foggetti

Nel 1985 Spielberg non solo dirige il suo primo film decisamente serio, ma con esso da il via alla valanga di emozioni che seguiranno con altri capolavori come "L'Impero del Sole", "Schindler's List", "Salvate il Soldato Ryan", "Amistad", "Munich" e così via.

Ogni cosa vuole essere amata
Avevo visto "Il Colore Viola" solo una volta, molti anni fa e, a parte la scena del rasoio, non ricordavo praticamente nulla (e questo mi sembra di notare è una costante con molti dei film di Spielberg citati fino ad oggi).  Coniugare tanta sofferenza e tanta gioia insieme, così tanti personaggi caratteristici e momorabili, richiede grande maestria e sensibilità (e degli interpreti in grandissima forma).

Mi sento di riassumere il film in pochi pensieri. Le persone sono capaci di una cattiveria e di un egoismo fini a sé stessi da dare il volta stomaco. Da bambini siamo spettatori e vittime succubi degli adulti. Da adulti ancora risuoniamo di tutto ciò. La ribellione è un processo che può richiedere anni. Quando la felicità arriva è travolgente.

Per me un 8 pienissimo, non ho trovato la colonna sonora così memorabile, secondo me l'assenza di Williams "si sente".