impressioni sulla passione della fotografia e non solo

impressioni sulla passione per la fotografia e non solo

mercoledì 16 settembre 2015

Rullino a sorpresa

di Fabio Foggetti

E' sempre un piacere scoprire cosa contiene un rullino scattato non ricordo bene quando, sopratutto per me che col digitale scatto e generalmente sviluppo in pochi giorni (o ore). E' un piacere anche quando porto il rullino credendo di trovarci dentro le foto fatte a Gubbio nell'estate del 2014 trovandoci invece foto ancora più vecchie. Gli scatti seguenti sono datati 2012, precisamente quando con gli amici di Tapirulan ero andato a documentare i cartelloni della mostra Affinché dedicata a Shout qui a Cremona.

La macchina utilizzata è la mia unica analogica, un'automatica, una Olympus Superzoom 70. Il rullino nemmeno ricordo, forse un Esselunga da 200 iso.








lunedì 31 agosto 2015

Foto EXPO 2015

di Fabio Foggetti

Sono tornato all'EXPO di Milano, questa è stata la seconda e, probabilmente, ultima visita. Della prima avevo parlato qui.

Stavolta mi sono portato dietro la macchina fotografica. Ecco, il post di oggi è una semplice galleria.












domenica 23 agosto 2015

War Horse

di Fabio Foggetti

Spielberg sa dirigere film di guerra. L'impero del Sole, Schindler's List, Salvate il Soldato Ryan, la Guerra dei Mondi. Non sorprende che anche War Horse (2011) sia molto riuscito, coinvolgente, un "film minore" forse, ma notevole. War Horse è la storia di un cavallo che sembra vivere in un mondo di perenni albe e tramonti. Le scelte di fotografia ci regalano immagini spesso con gialli, arancioni, verdi accesi. Quando però le cose si mettono male, ma davvero male per il protagonista, allora la pellicola diventa scura, blu, con fumo e pioggia. Cito nello specifico la sequenza dell'aratro e quella delle trincee. 

Questo cavallo bellissimo, di nome Joey, si trova catapultato dalla campagna inglese, ai campi di battaglia della Grande Guerra. in Europa Passa di mano diverse volte. E se l'inizio e la fine del film hanno quasi il tono della favola, la parte centrale non lo è affatto. Dannato Spielberg, ci fa affezionare a tutti i personaggi che incrociano la vita di Joey e poi li fai fuori, seppure fuori scena, in modo da ricordarci la crudeltà di uno dei conflitti più atroci. 

Da vedere per la storia e le emozioni che regala ma anche per i primi piani del cavallo che sembra davvero recitare, per la sequenza della carica di cavalleria, per la scena della fucilazione, per la piccola toccante vicenda del nonna e della sua nipotina per la liberazione dal filo spinato.

Per me un 8 abbondante, molto abbondante, quasi 9.