di Fabio Foggetti
Qualche settimana fa un amico mi ha chiesto qualche riga in cui "racconto" come mai ho una determinata "borsa" fotografica. Non mi ripeterò qui, a tempo debito troverete il link al
suo blog. Oggi però ho deciso di pubblicare l'immagine di questa borsa, questa squadra che mi aiuta nel mio passatempo preferito.
Ormai la Canon 480 è un'infiltrata che raramente rispolvero e sulla quale ho perso manualità e velocità. La rinuncia, come chi mi segue sa, è arrivata dopo l'acquisto dell'
iPhone ma anche a causa del suo ingombro in rapporto alla resa ottenuta e della scarsa durata delle batterie, anche utilizzando stilo ricaricabili.
Se sulla
Nikon D40 non si discute (pur con i suoi limiti è una signora macchina), sull'iPhone si possono aprire opinioni infinite. Oggi rispondo a Marco e a quanto scritto sempre sul suo sopracitato
blog. Mi spiace solo che lui pubblichi in inglese e io debba rispondere in italiano, ma tantè.
Date un occhio al titolo di questo post, è l'importante premessa che vuole sottolineare come davvero la migliore macchina fotografica è quella che si ha in tasca (o in borsa). Così, se come spesso capita a me e a tanti altri, ciò che si ha in tasca quasi sempre è uno smartphone con fotocamera allora la soluzione migliore è quella. Se poi è un iPhone o un telefono ben carrozzato a livello di lente, sensore e software, anche meglio.
Marco, è vero che gli smartphone sono lenti e assolutamente anti ergonomici come macchine fotografiche ma, dannazione, sono sempre con noi! Concordo che essendo dotati di sensori piccolissimi e super stipati di megapixel la qualità e la nitidezza delle immagini ne risentono ma ci sono momenti, si, proprio "momenti" in cui la nitidezza non è tutto e ormai quel "rumore" da smartphone è anche un marchio fotografico dei nostri tempi.
E, Marco, certamente anche io con i soldi di un iPhone 5 da 64Gb mi prenderei una Olympus OM-D, non c'è dubbio...ma in ogni caso prenderei prima lo smartphone, qualunque esso sia. So, come on, shut up ;)