impressioni sulla passione della fotografia e non solo

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lunedì 11 febbraio 2013

Fidarsi dell'istogramma aiuta a far uscire i bambini dal buio

di Fabio Foggetti

Oggi nevica, mi viene in mente il Natale ormai trascorso e alcune foto che ho fatto presso un asilo nido proprio in occaisone delle feste.
I bambini cantavano con le maestre per i propri genitori. Non volevo utilizzare il flash per non disturbare ( e non avere le orribili immagini ottenute con i flash della macchina ). L'unica soluzione per me era di utilizzare il 35mm 1.8. Per cui l'ho montato sulla D40 e ho settato gli iso a 800. Meno non avrebbe permesso di scattare alcunchè se non del mosso. Inquadrare i bambini, per quanto tenuti buoni dalle maestre, necessità l'essere veloci. 
In testa mia sapevo che per essere rapido avrei dovuto sacrificare la nitidezza, avere un po' di grana nell'immagine, mettere a fuoco in modo automatico (manualmente sono scarso) ma, sempre per il fatto di essere con un diaframma 1.8, avrei rischiato di non avere sempre un "fuoco" perfetto.

Non delle grandi premesse, sopratutto per quanto riguarda il valore iso. La D40, l'ho già detto in passato, ha il valore iso 800 appena accettabile. Con un macchina più moderna e sensibile, mi sarei evitato tanti grattacapi e insoddisfazioni.

Ottenuti gli scatti, sono passato al lavoro sui file grezzi, per lo più scuri, anche più scuri di quanto avessi previsto. Ed aiutare i bimbi a venire alla luce non è stato facile. Anzi, per timore di sbagliare ho strafatto, invece di fidarmi delle nozioni acquisite in questi anni, mi sono ingenuamente affidato al mio occhio. Ma se l'occhio è fondamentale per cogliere e costruire l'immagine, valutare la esposizone non sempre è il suo lavoro, in particolare quanto mediato delle regolazioni del monitor.

Disperato alzavo l'esposizione ottenendo luce ma anche così tanto rumore digitale da rendere alcune immagini al limite dell'accettabile.
Tanto per capire:
prima


dopo

Durante tutto questo lavoro di sviluppo ho sempre buttato un occhio all'istogramma che mi consigliava di mantenere un livello di esposizione diverso, per lui tutte le immagini da me ritoccate erano sovraesposte. E chissà per quale astruso pensiero, io non gli ho dato ascolto. Una volta viste le foto su un diverso pc, in compagnia della persona cui erano destinate, ho compreso. L'istogramma voleva evitarmi una pessima figura. Grazie amico, la prossima volta accetterò i tuoi silenziosi consigli.

5 commenti:

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  2. Eppure avevi detto che freeman ti aveva già fatto capire quanto fosse importante ! http://fabiofoggetti-impressioni.blogspot.it/2011/05/100-e-un-consiglio-per-il-fotografo.html?m=1
    :P

    A volte, quando si scatta, mi accorgo che ci doni troppi parametri da sistemare ! Basta che la sera prima scatti in casa a 800 ISO, e poi, il giorno dopo, scatto alla luce del sole e dico "cavolo 1/1000 di secondo ! Non mi sembra che ci sia così tanta luce" e scatto Lo stesso... poi a casa... amara sorpresa !
    Troppo complicato ! La mente del fotografo, citando un altro libro di freeman, è spesso offuscata dalla tecnologia... soprattutto da noi neofiti.

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    1. Avete perfettamente ragione, tu e freeman. Qusto mi ha insegnato almeno due cose. Quanto le situazioni inusuali siano doverose di attenzione (fotografare bambini non è il mio pane quotidiano) e quanto, davvero, a volte bisogna fidarsi dei "dati" forniti dalla macchina.

      Aggiungo che devo accettare che un flash esterno, che spari verso il soffitto, è un acquisto doveroso

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  3. Per il flash... cerco sempre di evitarlo, e preferisco alzare gli ISO, sempre che il rumore non diventi eccessivo. occorre trovare il limite accettabile della propria reflex. è uno strumento vigliacco, illumina a dovete, ma se mal gestito, genera ombre orribili ! Ma a volte è inevitabile

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